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LA GESTIONE DEI TRIBUTI LOCALI IN FORMA ASSOCIATA

La gestione associata è pensata come uno strumento dei Comuni per ridurre la spesa e ottimizzare la gestione, senza ridurre il livello di servizi ai cittadini.

La gestione associata delle funzioni fondamentali è stata interessata, dal 2010 in poi, da un ricorrente intervento legislativo teso al perseguimento di un unico obiettivo:

riduzione o contenimento della spesa pubblica

(cfr. art. 14, D.L. n. 78 del 2010, convertito in L. n. 122 del 2010; art. 16 D.L. n. 138 del 2011, convertito in L. n. 148 del 2011; art. 19, D.L. n. 95 del 2012, convertito in L. n. 135 del 2012, legge 7 aprile 2014, n. 56).

Se pur l’obbligo di gestione associata costituisce espressione di un principio generale di coordinamento della finanza pubblica (ai sensi del terzo comma dell’art. 117 Cost., ispirato ad obiettivi di razionalizzazione e di risparmio della spesa pubblica) e quindi risultano chiari gli obiettivi da perseguire, molti sono ancora i nodi da sciogliere per adempiere alle disposizioni normative senza perdere di vista il miglioramento dell’assetto organizzativo dei comuni.

Le principali fonti normative sono la Legge 30 luglio 2010, n. 122, conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica e il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nonché Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali.

Foto Barresi Forme Catanzia

 

Salvatore Barresi [Formez slide – Catania_ La gestione dei tributi locali in forma associata]

“UN MODELLO NUOVO DI PUBBLICA AMMINISTRAZIONE” – analisi preliminare di fattibilità istituzionale e politica – COMUNE DI POLLINA (PA)

Il Comune è un ente locale al pari delle Province, Città metropolitane, Comunità montane, Comunità isolane e delle Unioni di Comuni.

Ai sensi dell’art. 3 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali «il Comune è l’ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo».

Il Comune ha autonomia statutaria, normativa, organizzativa, amministrativa, impositiva e finanziaria nell’ambito dei propri statuti e regolamenti e delle leggi di coordinamento della finanza pubblica ed è titolare di funzioni proprie e di quelle conferite loro con legge dello Stato e della Regione, secondo il principio di sussidiarietà; svolge le sue funzioni anche attraverso le attività che possono essere adeguatamente esercitate dalla autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro formazioni sociali, dunque applicando il principio di sussidiarietà orizzontale.

Così come disciplinato dal TUEL, la generalità dei compiti e delle funzioni amministrative è attribuita ai Comuni oltre che alle Province, secondo le loro dimensioni territoriali, associative ed organizzative, con esclusione delle sole funzioni che richiedono l’unitario esercizio a livello regionale; funzioni, dunque, che vanno attribuite in base al principio di adeguatezza.

L’art. 13 del TUEL identifica le funzioni fondamentali che: «spettano al Comune tutte le funzioni amministrative che riguardano la popolazione ed il territorio comunale, precipuamente nei settori organici dei servizi alla persona e alla comunità, dell’assetto ed utilizzazione del territorio e dello sviluppo economico, salvo quanto non sia espressamente attribuito ad altri soggetti dalla legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze».

Nel riordino istituzionale i Comuni sotto dei 5.000 abitanti, sotto i 3.000 in montagna, sono obbligati dalla legge a gestire in forma associata tutte le funzioni fondamentali, salvo proroghe, mediante convenzioni o unioni di comuni, e sono incentivati alla fusione.

Il fenomeno investe oltre il 70% dei Comuni italiani, il 68% dei Comuni siciliani.

La gestione associata è pensata come uno strumento dei Comuni per ridurre la spesa e ottimizzare la gestione, senza ridurre il livello di servizi ai cittadini.

L’operazione si deve fare a costo zero: senza indennità aggiuntive per gli amministratori, in quanto sindaci o consiglieri comunali, e senza aumento del costo del personale, in quanto si deve far ricorso al personale comunale.

La Normativa statale è chiara e il D.L. 78/2012 e s.i.m.: prevede l’obbligatorietà gestione associata delle funzioni fondamentali: almeno 3 funzioni dal 1° gennaio 2013; ulteriori 3 funzioni dal 1° luglio 2014; tutte le funzioni fondamentali dal 1.01.2015.

Considerato che il Comune di Pollina (PA) risulta far parte dell’Unione dei Comuni Valdemone si è ipotizzata, come prevede la normativa nazionale e per ovviare alla frammentazione dei Comuni, di utilizzare una delle tre formule istituzionali: convenzione, unione di comuni e fusione.

Nel caso in specie, con riferimento al riordino della disciplina dei tributi locali, si è identificata la formula istituzionale della “Convezione”, lasciando comunque ai due Comuni, facenti parte dell’Unione, la propria storia, i propri simboli, la propria identità, anzi rafforzandola.

Nell’analisi preliminare di fattibilità istituzionale e politica sono stati analizzati i vincoli e le opportunità, consapevolmente che, per i piccoli comuni, nulla sarà come prima.

Inoltre, per evitare che ciò si traduca in una espropriazione di funzioni, si è pensato ad una gestione associata in termini nuovi, come una rete e non come una sovrastruttura.

Si è pensato di inserire nell’Unione di Comuni Valdemone, composto dai Comuni di Pollina e San Mauro Castelverde, una Convezione specifica, secondo l’art. 19, c. 27, D.L. 95/2012 conv. in L. 135/2012 riguardanti le funzioni fondamentali dei Comuni:

  1. Gestione e riscossione dei relativi tributi;
  2. Organizzazione dei servizi pubblici comunali.

La Convenzione, all’interno dell’Unione dovrà consentire nel tempo di risparmiare e ridurre il costo organizzativo della pubblica amministrazione, mettere insieme dirigenti, dipendenti, funzioni, e ciò per sviluppare, i servizi che servono ai cittadini aumentando la qualità della vita, guardando la gestione associata come uno strumento dei comuni per migliorare l’offerta di servizi, ottimizzare la gestione e governare lo sviluppo, che sempre più travalica i confini comunali (e non solo).

Per questo è necessario definire un modello di governance che consenta ai Sindaci e agli eletti dai cittadini di mantenere saldamente la guida del governo locale, di controllare la qualità dei servizi, verificare la soddisfazione dei cittadini, ai quali devono rendere conto.

Infine, è necessario, al di là del servizio ai Comuni, che FORMEZ PA sta svolgendo per conto della Regione Sicilia, chiarire prima i risultati che ciascun amministratore si aspetta dalla gestione associata, i rischi che intravvede e come gestire le eventuali resistenze dei dipendenti.

Dr. Salvatore Barresi

Esperto FORMEZ PA

 

Comune di Pollina_ANALISI PRELIMINARE DI FATTIBILITÀ _2015 (S.Barresi)