IN MISSIONE OLTRE 200 FAMIGLIE Cammino Neocatecumenale

IN MISSIONE OLTRE 200 FAMIGLIE CAMMINO NEOCATECUMENALE
CITTA’ DEL VATICANO, 17 GEN. 2011 (VIS). Questa mattina, nell’Aula Paolo VI, il Santo Padre ha ricevuto Kiko Argüello e Carmen Hernández, iniziatori del Cammino Neocatecumenale, e Don Mario Pezzi, accompagnati dalle comunità itineranti responsabili del Cammino in oltre 120 nazioni, con un nutrito gruppo di sacerdoti, seminaristi e famiglie.

“Da oltre quarant’anni” – ha detto il Santo Padre nel suo discorso – “il Cammino Neocatecumenale contribuisce a ravvivare e consolidare nelle diocesi e nelle parrocchie l’Iniziazione cristiana, favorendo una graduale e radicale riscoperta delle ricchezze del Battesimo, aiutando ad assaporare la vita divina, la vita celeste che il Signore ha inaugurato con la sua incarnazione, venendo in mezzo a noi, nascendo come uno di noi”.

“Negli ultimi anni” – ha rilevato il Pontefice – “è stato percorso con profitto il processo di redazione dello Statuto del Cammino Neocatecumenale che, dopo un congruo periodo di validità ‘ad experimentum’, ha avuto la sua approvazione definitiva nel giugno 2008. Un altro passo significativo si è compiuto in questi giorni, con l’approvazione, ad opera dei competenti Dicasteri della Santa Sede, del ‘Direttorio catechetico del Cammino Neocatecumenale’”.

“Con questi sigilli ecclesiali” – ha proseguito il Pontefice – “il Signore conferma oggi e vi affida nuovamente questo strumento prezioso che è il Cammino, in modo che possiate, in filiale obbedienza alla Santa Sede e ai Pastori della Chiesa, contribuire, con nuovo slancio e ardore, alla riscoperta radicale e gioiosa del dono del Battesimo ed offrire il vostro originale contributo alla causa della nuova evangelizzazione. La Chiesa ha riconosciuto nel Cammino Neocatecumenale un particolare dono suscitato dallo Spirito Santo: come tale, esso tende naturalmente ad inserirsi nella grande armonia del Corpo ecclesiale. In questa luce, vi esorto a ricercare sempre una profonda comunione con i Pastori e con tutte le componenti delle Chiese particolari e dei contesti ecclesiali, assai diversi, nei quali siete chiamati ad operare. La comunione fraterna tra i discepoli di Gesù è, infatti, la prima e più grande testimonianza al nome di Gesù Cristo”.

“Sono particolarmente lieto di poter inviare oggi, in diverse parti del mondo” – ha detto il Papa – “più di 200 nuove famiglie, che si sono rese disponibili con grande generosità e partono per la missione, unendosi idealmente alle circa 600 che già operano nei cinque Continenti. Care famiglie, la fede che avete ricevuto in dono sia quella luce posta sul candelabro, capace di indicare agli uomini la via del Cielo. Con lo stesso sentimento, invierò 13 nuove ‘missiones ad gentes’, che saranno chiamate a realizzare una nuova presenza ecclesiale in ambienti molto secolarizzati di vari Paesi, o in luoghi nei quali il messaggio di Cristo non è ancora giunto”.

Rivolgendosi ai sacerdoti, provenienti dai Seminari diocesani “Redemptoris Mater” d’Europa e agli oltre duemila seminaristi presenti, il Santo Padre ha avuto parole di esortazione ed ha detto: “Siate sacerdoti innamorati di Cristo e della sua Chiesa, capaci di trasmettere al mondo la gioia di avere incontrato il Signore e di poter essere al suo servizio”.

Ai catechisti itineranti e alle Comunità neocatecumenali di Roma e del Lazio ed alle “communitates in missionem” Benedetto XVI ha detto: “Nelle sofferenze o aridità che potete sperimentare, sentitevi uniti alla sofferenza di Cristo sulla croce, e al suo desiderio di raggiungere tanti fratelli lontani dalla fede e dalla verità, per riportarli alla casa del Padre”.

Il Santo Padre ha concluso il suo discorso invitando a riflettere sulla terza parte dell’Esortazione Apostolica “Verbum Domini” dove si parla de ‘La missione della Chiesa: annunciare la Parola di Dio al mondo’. Cari amici, sentiamoci partecipi dell’ansia di salvezza del Signore Gesù, della missione che Egli affida a tutta la Chiesa”.