AAA CERCASI CLASSE DIRIGENTE

C’è una cosa che mi colpisce più di tuttele altre che ruotano intorno alla politica locale, ed è quella di vedere depauperatoun territorio della sua futura classe dirigente. Si, proprio così, i giovani, inostri figli, non hanno nessun interesse a tornare nella loro terra econtribuire alla crescita. Perché? Perché non sono accolti, non si sentonoaccompagnati, non si sentono tutelati. Ma questo, forse per qualcuno, puòessere una idea geniale per bloccare il processo e mantenere uno status quoutile alla difesa del suo rendiconto. Facile ma vero! Ogni volta che si parladi classe dirigente si glissa e si cambia discorso. Forse perché non sanno checos’è la classe dirigente? Lo sanno … lo sanno! Nonostante si è consapevoli cheambiente, cultura, clima e creatività sono fattori unici di successo per la nostraterra, paradossalmente vengono frenati tutti i percorsi di immissione nelsistema registrando incapacità a valorizzarli per lo sviluppo e la crescitadell’economia locale. La difficoltà è di uscire dai tanti localismi e metterein rete i fattori di sviluppo. Ma come? Innanzitutto iniziando un nuovopercorso di concertazione istituzionale, mettendo in campo idee straordinarie einiziando ad ascoltare e accompagnando i progetti dei giovani che sono, erimangono, sempre ai margini della politica attiva. Proviamo ad immaginare un nuovoscenario. Se il Sindaco della Città capoluogo dialogasse di più con ilPresidente della Provincia, e se il Presidente della Provincia dialogasse dipiù con i Sindaci del territorio, e se Presidente della Provincia e Sindacidialogassero di più con il Presidente della Regione su linee possibili diazione per lo sviluppo, forse, anzi, sicuramente si potrebbero costituireelementi che portano a programmi reali, dove i fattori vincenti sono riconducibili a due condizioni:la prima è quella della la capacità di integrare le politiche tra i diversienti – pensiamo a quanti progetti ci sono nel cassetto dei dirigenti efunzionari e non si riescono a realizzare perché basati sugli interessi localie non generali di un contesto territoriale; la seconda è quella di mettere incampo la capacità di creare “la rete dei punti di sviluppo” scartando la logicadei confini. In pratica che cosa vuol dire. Vuol dire, semplicemente, mettere intornoad un tavolo e organizzare come un network tutte le istituzioni pensando alfuturo in termini pioneristici utilizzano l’istituto della programmazionenegoziata. Sembrerebbe facile, ma non lo è. Gli interessi sono tanti e giocanotutti secondo il criterio del potere assoluto di uno o più gruppi che combinanola loro azione sociale con l’interesse personale. Ma come si può attivare uncircuito virtuoso per far nascere una nuova classe dirigente in un percorso disviluppo socio economico? Primo, creare la rete istituzionale della concertazionecoinvolgendo i giovani nelle nuove politiche per lo sviluppo territoriale con unmaggiore coordinamento garantendo collegamenti adeguati tra le funzioni di grandeimpostazione strategica e l’attuazione delle politiche territoriali; secondo, garantirel’integrazione “sul terreno” dei diversi fondi (aggiuntivi comunitari,aggiuntivi nazionali, ordinari) e dei diversi programmi per lo sviluppo e latrasformazione strutturale; terzo, rafforzare la rappresentativitàistituzionale e di accrescere la massa critica dei progetti locali di sviluppo;terzo, garantire la fattibilità e di rafforzare la capacità di realizzazione e gestionedelle operazioni programmate nei progetti di sviluppo territoriale; quarto, promuoverela sussidiarietà orizzontale e di favorire l’accumulazione su scala locale dicompetenze per l’attuazione degli interventi di sviluppo territoriale. Per farequesto ci vuole una forza e una audacia nell’invertire la tendenza a gestire ilquotidiano con una sola parola d’ordine: <<concertazioneed animazione territoriale>>. Per fare questo ci vuole una forza euna audacia nell’invertire la tendenza a gestire il quotidiano. Istituzioni eforze sociali dovranno mettere in campo un “Patto Sociale per lo sviluppo el’occupazione”. Saranno pronti?
Salvatore Barresi