L’ANALISI DEL VOTO DELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2011 NELLA CITTA’ DI CROTONE


AL BALLOTTAGGIO VALLONE/BIANCHI

Il primo vero vincitore delle Elezioni Amministrative della Città di Pitagora è stato il cittadino crotonese che ha dimostrato una serietà nel partecipare al voto raggiungendo il 75,37% degli aventi diritto e deludendo gli scettici e quelli che pensavano che vincesse il partito dell’astensionismo. Nella città di Crotone, ultima in tutte le classifiche tra le città più povere d’Italia, l’analisi del voto appare chiara e dimostra la volontà del popolo al cambiamento e alla svolta per riproporre la città, prima ed unica realtà industriale meridionale in decadenza, nel panorama politico regionale e nazionale ed intraprendere una nuova via di sviluppo economico e sociale. Il 20,35% di consenso elettorale alla candidata del centrodestra, la senatrice Dorina Bianchi, ha sparigliato le carte del centrosinistra che, con il Sindaco uscente avv. Peppino Vallone, ha raggiunto il 35,67%. Il vero vincitore di questo primo round è stato il centrodestra ottenendo, con sei partiti, un consenso del 23,37%, facendo balzare con il 7,3% la Lista Scopelliti Presidente quale terzo partito della Città di Crotone. Da evidenziare, però, una flessione, sempre nel centrodestra, del partito della candidata a Sindaco. L’UDC ha ottenuto il 5,6% dei consensi attestandosi al di sotto delle aspettative come avevano indicato le previsioni e i sondaggi. Il PDL, privo di nomi eccellenti e con le difficoltà interne a comporre la lista durante la preparazione al voto, arriva al 6,55% mantenendo circa gli stessi voti della scorsa tornata elettorale del 2006. Il valore aggiunto del centrodestra, quindi, è stata la novità politica della Lista Scopelliti Presidente che ha fatto raggiungere, con un considerevole apporto, alla guida di Antonella Stasi, attuale Vice presidente della Giunta regionale della Calabria, il ballottaggio alla Bianchi, superando le barriere del candidato Pasquale Senatore e delle sue liste civiche e il raggruppamento autonomo del movimento locale dei Demokratici, capeggiato dalla candidata a Sindaco Giusy Regalino. Sicuramente senza la novità della Lista Scopelliti Presidente non si sarebbe rotto l’incantesimo ed avrebbe visto vincere il centrosinistra al primo turno. Le anomalie riscontrate con il candidato a Sindaco Pasquale Senatore hanno dimostrato che l’elettorato è stato attento e puntuale. Infatti, Pasquale Senatore raggiunge 6.557 voti di consenso a fronte di 2.785 voti delle tre liste di raggruppamento. Un voto di protesta e contestazione, ma anche un voto di fiducia ad un ex Sindaco che ha governato la città di Crotone per ben 8 anni lasciando un bel ricordo in una parte di elettorato moderato. Anche se nel panorama elettorale nazionale Crotone spiccava per nove candidati a Sindaco ed 800 circa candidati a consigliere comunale, la particolarità è stata dettata dalla discesa in campo di Giusy Regalino, giornalista e direttore di una TV privata locale, accompagnata dal movimento locale dei Demokratici, di cui il leader è Enzo Sculco ex consigliere regionale del PD e dall’Assessore Regionale l’On. Franco Pugliano che siede in Giunta con il Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti con delega all’Ambiente. La Regalino ottiene un ottimo consenso elettorale con il 16,92% evidenziando un voto disgiunto tra candidata e raggruppamento delle liste. 7.251 voti prendono le quattro liste e 6.137 prende la candidata Regalino. Quasi 1.000 voti di scarto che sono transitati nel canestro del candidato Senatore aggiunti ad altri 1.000 voti disgiunti provenienti dalla candidata Bianchi e 1.700 circa provenienti dal candidato Vallone sindaco uscente. Operazione elettorale scientifica studiata nei particolari dal combattente Pasquale Senatore che era sceso in campo presentandosi all’elettorato crotonese con in testa un elmetto delle truppe tedesche della II Guerra Mondiale. Il centrosinistra perde un bel po’ di voti e riesce a tenere banco con il ballottaggio solo perché la macchina organizzativa dei partiti ha cominciato a lavorare già un anno prima con il consueto porta a porta identificando e occupando spazi elettorali di forte consenso. Lo dimostra il fatto che i primi sei candidati consiglieri e assessori uscenti del Pd hanno ottenuto consensi superiori ai 200 voti e raggiungendo quota 500. Il Sindaco uscente Peppino Vallone, anche se quotato tra i migliori e graditi Sindaci del Paese, come hanno evidenziato i sondaggi de Il Sole 24 Ore, sentendo la preoccupazione politica, ha sviluppato una strategia differente dagli altri candidati. Non essendo lui più il valore aggiunto ha organizzato le truppe migliori da candidare nelle liste dei partiti, arrivando a mediazione con un suo acerrimo nemico politico Sergio Iritale, ex Presidente della Provincia di Crotone, fautore della vittoria elettorale del centro destra alla stessa Provincia con Stano Zurlo. Già diviso da Sculco, suo sponsor alle comunali del 2006 che lo aveva fatto vincere con una percentuale bulgara alla poltrona di Sindaco della città di Crotone, Peppino Vallone, riconfermato senza primarie dal PD e dalla coalizione di centro sinistra, pur di dimostrare di non essere “dipendente” ha organizzato ed ottenuto 14.763 voti di lista mantenendo il PD quale primo partito in città con il 16,69% di consenso. La sua vittoria personale Peppino Vallone l’ha ottenuta dimostrando a tutti di non essere una pedina di Enzo Sculco. Adesso dovrà vedersela al secondo round con la Bianchi facendo qualche apparentamento di nascosto. Anche nel centro sinistra ci sono state delle defaiance riscontrando, in alcuni nomi eccellenti, un basso consenso come l’ex Segretario della CGIL crotonese Antonio Spataro, il leader ecologista Francesco Zurlo, la Dirigente scolastica Rosa Maria Romano del prestigiosissimo Istituto “Pertini” di Crotone e l’avv. Maurizio Tricoli fautore della fronda del cambiamento all’interno del Partito Democratico. La venuta di Vendola a Crotone non ha sortito buone nuove per Sergio Iritale che ha raccolto poco più di 270 voti raggiungendo la seconda posizione, lui che ha sempre fatto il primo. Fra le tante anomalie che si riscontrano nel voto delle elezioni amministrative della città di Crotone, spicca la trasversalità di alcuni uomini politici e la imposizione di una nuova classe dirigente che nuova non è. Due Assessori e un Dirigente della Provincia di Crotone, capitanata dal Presidente Stano Zurlo, autorevole esponente del centrodestra, cresciuto alla scuola dell’On. Gianfranco Fini, hanno rotto gli ormeggi approdando alla coorte dei Demokratici tradendo la fiducia datagli dal PDL ed appoggiando la candidata a Sindaco Giusy Regalino, contribuendo, altresì, a far vincere il primo posto assoluto, con 640 voti di lista, la candidata consigliera Flora Sculco (figlia di Enzo Sculco) considerata nuova classe dirigente che avanza. Altra anomalia politica, che balza con evidenza, è il voto “0” di circa 100 e più candidati consiglieri inseriti in tutte le liste. Questo vuol dire che le liste sono state composte con metodi e criteri inutili al bene comune ma solo per dimostrare una forza inesistente. Crotone, comunque, ha dimostrato di non essere più succube di quel retaggio ideologico maturato dopo la guerra, dove i partiti hanno rappresentato un’ideale politico-sociale più che un organo di governo o indirizzo della cosa pubblica. Si votava a destra o a sinistra a prescindere, Berlinguer, Moro o Almirante per convinzione o meglio radicalizzazione ideologica, piuttosto che per i risultati ottenuti. Il voto del primo turno di queste amministrative ci ha mostrato dei dati interessanti. Innanzitutto è la prima volta dal ’94 che la presenza di Berlusconi è deleteria per la campagna elettorale del centro-destra. E’ innegabile che i toni utilizzati da Berlusconi – anche a Crotone – e la linea fatta di insulti che ha imposto ai candidati locali, non ha portato i risultati sperati, anzi ha peggiorato la situazione. Anche il Partito Democratico non se la passa tanto bene. Queste amministrative hanno mostrato come non possa fare a meno dei due partiti minoritari della sinistra – IdV e SEL – che riescono, a differenza sua, ad intercettare gli elettori di sinistra che non si rivedono nella sua politica riformista. A Crotone non sembra cosi scontata una vittoria di Vallone, memori della sconfitta di Ubaldo Schifino alle scorse provinciali che vinceva al primo turno con il 33% e perde con Zurlo al secondo turno in misera maniera. Se il centro-destra riesce a mobilitare tutte le forze ‘disperse’ al primo turno e imposta la campagna elettorale senza cercare lo scontro frontale, allora la Bianchi ha delle minime possibilità di vittoria. Incisivo sarà anche il contributo del FLI, visto che la decisione degli elettori di Fini di recarsi alle urne o meno, avrà una sua importante valenza nello scontro Vallone-Bianchi. Ad ogni modo c’è da porre in risalto che Crotone e la Calabria, con il suo laboratorio politico UDC e PDL ha fatto registrate il dato delle due Italie. Il centro-destra tiene al Sud, il centro-sinistra avanza al Nord, anche se le precedenti elezioni comunali si sono svolte nel 2006, prima della nascita degli attuali PD e PDL, e sull’onda della vittoria di Prodi nelle politiche del 2006 e dunque in un contesto notevolmente diverso. Ora si va al ballottaggio. Peppino Vallone e Dorina Bianchi tenteranno silenziosi e sotterranei apparentamenti, visto che durante la campagna elettorale se ne sono dette di tutti i colori e si sono affrontati al fioretto sia con Senatore che con la Regalino. Dovranno trovare l’elemento giusto per attrarre a se gli elettori indecisi e lo potranno fare solo da una parte evidenziando le peculiarità del proprio programma elettorale e dall’altra dichiarando la loro onestà e moralità infondendo fiducia con un forte senso di responsabilità verso i problemi della gente comune che sono quelli del lavoro e della qualità della vita.
Salvatore Barresi